Robeco. L’intervento di Jamie Stuttard, head Global Macro Fixed Income Team, all’inchiesta di Fondi&Sicav sulla fine del quantitative easing

Jamie Stuttard, Robeco

Nell’ipotesi in cui la netta divergenza di impostazione tra le politiche monetarie di Fed e Bce dovesse mantenersi ampia o tendere ad un ulteriore ampliamento, quali opportunità ritenete possano essere colte nei mercati?

Le ultime mosse della Fed e della Bce sono state all’insegna dell’allentamento delle politiche monetarie: con tagli dei tassi, per la prima, e il ripristino del Qe, per la seconda. È possibile che anche i prossimi passi di entrambi gli istituti centrali saranno espressione di un ulteriore allentamento. Tuttavia, negli ultimi cinque anni la Bce ha chiaramente fatto maggior ricorso a tali strumenti rispetto alla Fed. Ciò ha creato una divergenza di tassi in particolare tra i mercati dei Bund e dei Treasury. Riteniamo che ciò continui a tradursi in opportunità cross-market per gli investitori obbligazionari nella parte anteriore della curva del debito statunitense.

Se la Bce dovesse intensificare il ritmo degli acquisti nell’ambito del Qe (o addirittura se i mercati obbligazionari dovessero aumentare le aspettative di ulteriori azioni da parte della Bce), i titoli di stato italiani dovrebbero continuare a sovraperformare, insieme ad altro debito a esclusione di quello tedesco. Ma se prevarrà la scelta di tagliare i tassi, a nostro avviso, i mercati dei titoli di stato statunitensi e cinesi dovrebbero essere i vincitori, poiché in questi le banche centrali hanno più spazio di manovra in materia di tassi, e quindi emergono maggiori possibilità per i guadagni in conto capitale. Considerando il livello di interconnessione tra le economie e i mercati finanziari a livello globale, è probabile che se una delle due – tra Fed o Bce – procederà all’allentamento nel 2020, l’altra farà altrettanto.

Cosa vi aspettate dalla Fed nel corso del 2020? Sulle scelte di politica monetaria (tassi, acquisto titoli) peseranno più i dati macro o l’approssimarsi delle elezioni presidenziali? I Treasury continueranno a offrire un porto sicuro agli investitori?

Pensiamo che l’asticella per una revisione al rialzo dei tassi da parte della Fed sia molto elevata nel 2020. Inoltre, il presidente Powell ha recentemente manifestato che la Fed è consapevole dei rischi per l’economia globale e sarà pronta a tagliare i tassi, se necessario. L’inflazione è relativamente contenuta, dunque, come nel 2019, potrebbero concentrarsi sul sostegno all’occupazione e alla crescita nell’ambito del proprio mandato. Restano validi scenari in cui, all’occorrenza, la Fed potrebbe riportare nuovamente i tassi verso lo zero.

Per loro il contesto macroeconomico globale detta legge. Contrariamente a quanto si creda la Fed non ha avuto paura di agire negli anni delle elezioni (nel caso in cui le condizioni economiche lo richiedono). Si ricordino gli importanti tagli dei tassi del 2008 o del 1990, o gli incrementi del 2000. I componenti della Fed sono apolitici e focalizzati sul loro duplice mandato.

I Treasury restano la primaria asset class di beni rifugio al mondo e continuiamo a mantenere un sovrappeso nei nostri portafogli, nonostante abbiamo una posizione lunga sin dal secondo trimestre 2019 e abbiamo visto rendimenti interessanti. Altri tradizionali beni rifugio, come lo yen e il franco svizzero, sono diventati investimenti più complessi a causa dell’intervento delle rispettive banche centrali. Ogni qualvolta si presenta una crisi – e questo vale per qualsiasi genere di crisi ad esclusione degli episodi di natura inflazionistica – i Treasury sovraperformano. Nel 2011, quando gli Stati Uniti hanno perso il rating AAA, hanno addirittura segnato un rally a causa dell’aumento della volatilità e dell’avversione al rischio – contesti di mercato che vanno a beneficio dei Treasury.


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Stefania Basso

Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.