a cura di Pinuccia Parini
Investire nelle small cap Usa individuando le aziende leader del futuro, che traggono vantaggio da cambiamenti innovativi e trasformativi: è questo l’approccio del comparto Aperture Investors Sicav Discover Equity Fund. Secondo Brad McGill, portfolio manager di Aperture Investors, parte dell’ecosistema Generali Investments, le valutazioni ancora interessanti rispetto alle società a maggiore capitalizzazione, combinate con un approccio selettivo, sono alla base di una visione costruttiva per il segmento small cap statunitense.
Come si comporteranno le small cap statunitensi negli ultimi mesi del 2023?
«Le nostre prospettive positive rimangono invariate. Pur non focalizzandoci sul prevedere la performance a breve termine, continuiamo a osservare ciò che riteniamo sia un punto di partenza convincente per gli investitori nel lungo periodo, con una rara combinazione di fattori che suggeriscono una visione costruttiva per il segmento small cap e per il nostro approccio. Anche se la performance delle piccole capitalizzazioni ha iniziato a migliorare, le valutazioni rimangono interessanti rispetto a quelle delle grandi e le società ad alta generazione di free cash flow mostrano valutazioni con uno sconto significativo. Il mercato ha iniziato a riconoscere questa disconnessione: escludendo le prime sette aziende dell’ S&P 500, che hanno trainato la stragrande maggioranza del rendimento nel 2023, le small cap hanno sovraperformato il resto dell’indice da inizio anno. È importante sottolineare che il Russell 2000 ex bank avrebbe sovraperformato l’indice S&P500 di due volte da inizio anno escludendo i suoi primi sette top performer (Apple, Microsoft, Amazon, Nvidia, Tesla, Google e Meta). In generale, abbiamo assistito a un cambiamento della leadership nel mercato, poiché l’attenzione degli investitori si è spostata dai persistenti timori di inflazione e dal ritmo delle restrizioni della Fed verso preoccupazioni sulla crescita economica e sui rischi legati agli utili aziendali. Le aspettative sui profitti in molti casi sono già piuttosto prudenti e le valutazioni rimangono estremamente basse. La nostra considerazione è che le tendenze degli utili saranno trainate dal singolo settore e saranno specifiche per ciascuna azienda, più che legate allo scenario economico nel suo complesso. Molte aree dell’economia hanno già sperimentato una recessione significativa, mentre altre stanno ancora beneficiando di prezzi insostenibili. Si configura un mercato sempre più guidato dai fondamentali e che dovrebbe migliorare le prospettive di generazione di alpha».
La tecnologia e il potenziale dell’intelligenza artificiale, quale ruolo possono svolgere?
«Con il recente rally tecnologico delle large cap, guidato dall’intelligenza artificiale, le valutazioni delle small cap rimangono ai minimi storici rispetto alle società a maggiore capitalizzazione. Riteniamo che, al di là degli ovvi beneficiari, la tecnologia sia da tempo un forte facilitatore di cambiamenti positivi per le aziende a piccola capitalizzazione e il potere dell’intelligenza artificiale generativa, probabilmente, migliorerà la produttività per coloro che hanno attività difendibili e ne abbracciano le capacità in evoluzione. Di conseguenza, sospettiamo che l’interpretazione iniziale del mercato sui beneficiari dell’Ai evolverà nel tempo: comprendere le potenziali fonti di rischio e di opportunità sarà un punto focale per i gestori attivi. All’interno di questo quadro, riteniamo che l’approccio selettivo e l’insieme di criteri della strategia Aperture Investors Sicav Discover Equity, che è in cerca di cambiamento dinamico, aziende ben posizionate e difendibili e fattori favorevoli persistenti, dovrebbero consentirci di allinearci e cogliere questo trend di cambiamento».
Come selezionate le small cap statunitensi in cui investite?
«Il team d’investimento mira a identificare le società che sono facilitatori, beneficiari e target dei processi di trasformazione nei settori dei beni di consumo, della tecnologia, della sanità, dell’industria e dei materiali. In particolare, il processo di investimento fa leva su quattro pilastri nella selezione dei titoli:
– cambiamenti trasformativi basati, ad esempio, su nuove applicazioni tecnologiche, mutamenti nel top management, nuovi prodotti o efficienze operative;
– forte posizione di mercato e potere di fissare i prezzi;
– temi emergenti o di lunga durata che forniscono motori per lo sviluppo del business;
– una valutazione interessante.
Sono tutti fattori che supportano la durabilità e la resilienza dei fondamentali».
Qual è la vostra strategia di investimento?
«Filosoficamente, crediamo che le società a piccola capitalizzazione che attraversano un cambiamento dinamico possano sbloccare un miglioramento significativo della performance fondamentale e generare rendimenti superiori per gli investitori in un orizzonte di lungo termine. La nostra strategia è selettiva e costruiamo un portafoglio concentrato di 20-30 partecipazioni che riteniamo possano apprezzarsi almeno del 50% in due anni. Esso riflette le migliori idee del team di investimento e sfrutta un processo completo di ricerca e gestione del rischio per ciascuna posizione. Questo processo si basa su un’analisi dettagliata degli scenari e delle valutazioni, monitorando se la tesi di investimento rispetta le aspettative e i criteri».
Il segmento delle small cap è considerato meno resiliente in contesti economici difficili. Il deterioramento dello scenario economico quale tipo di incertezze pone?
«Il mercato delle small cap è molto ampio, mediamente più indebitato e può essere più sensibile dal punto di vista economico. Tuttavia, non rispecchiamo il benchmark e, quindi, possiamo selezionare società che soddisfano una serie di criteri chiari e convincenti, con elementi di cambiamento idiosincratico e fattori favorevoli secolari e ciclici emergenti. Ritenendo che le tendenze degli utili saranno più specifiche per settore e azienda, rispetto a tutto l’universo investibile, la nostra concentrazione e selettività sono un vantaggio rispetto ad altri fondi a piccola capitalizzazione che possiedono centinaia di azioni e mirano a posizionarsi vicino al benchmark. Considerato il nostro processo di concentrazione e di generazione di idee, abbiamo la capacità di focalizzarci su opportunità peculiari, aziendali o specifiche del settore. Inoltre, diamo generalmente priorità alle società che hanno bilanci sani e una buona generazione di free cash flow».
In questo contesto macroeconomico, quale posto dovrebbero attribuire gli investitori europei alle small cap Usa nell’allocazione di portafoglio?
«Sin dagli anni ’60, le small cap hanno costantemente offerto performance superiori rispetto alle large cap, soprattutto durante i 12 mesi successivi ai minimi di un mercato ribassista. Nell’ultimo decennio, i titoli growth a mega capitalizzazione (soprattutto colossi tecnologici) hanno generato una quantità sproporzionata del rendimento delle azioni statunitensi e l’attuale leadership del mercato delle grandi capitalizzazioni è insolitamente ristretta. Oggi, le prospettive a lungo termine per la sovraperformance delle small cap sembrano brillanti e riteniamo che, se selettivi, si possano identificare opportunità distintive con valutazioni convincenti, che dovrebbero premiare gli investitori nel tempo».
leggi il numero 157
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

