Nonostante gli scandali e i fallimenti di alcune criptovalute, di varie piattaforme e di gruppi finanziari che avevano puntato su questo settore, l’inverno delle cripto, come è stato definito, sembra vedere la fine. La volatilità, dopo una fase indubbiamente molto complicata anche per le criptomonete leader, sembra alla fine e c’è chi preconizza il ritorno a un ruolo simile a quello dell’oro nel caso che la recessione sia più dura del previsto. In questo contesto, un’incognita è rappresentata dal tentativo di regolare il segmento da parte di molti stati: da una parte è positivo che ci siano norme certe, ma dall’altra c’è una chiara tendenza a ostacolare la diffusione del fenomeno cripto

 

Quando si parla del complesso, dinamico e controverso segmento delle tecnologie blockchain e ancora di più quando si scende nello specifico delle criptovalute, non mancano i paragoni con quanto è successo durante la prima ondata di internet. In effetti, sotto molti punti di vista, il novembre del 2021 ha presentato alcuni tratti in comune con la fine del 1999. In entrambi i casi, il mondo ha assistito a uno show fatto di valutazioni irrealistiche, a un eccesso di entusiasmo, a truffe vere e proprie e alla creazione quasi istantanea di una classe di miliardari della tecnologia che prometteva di rivoluzionare il mondo, con modelli di business sovente ai limiti della follia. Ciò che è successo a partire dal 2022 è ben sintetizzato da  Patrick Lemmens, lead portfolio manager fintech e membro del team trends equities di Robeco: «I prezzi delle criptovalute sono crollati nel 2022 a causa delle condizioni finanziarie globali più rigide, che hanno impattato gli asset più rischiosi dei mercati, attirando un’enorme copertura mediatica e incoraggiando alcuni investitori a liquidare gli asset digitali, in quanto fenomeno puramente speculativo. L’ecosistema degli asset digitali è certamente abituato a grande volatilità e le implosioni della terza più grande stablecoin Terra Usd (Luna), delle piattaforme di finanziamento cripto Celsius e BlockFi, dell’hedge fund cripto Three Arrows Capital e dell’exchange di criptovalute Ftx stanno rendendo questo inverno cripto problematico».

Volatilità in calo 

Il post-bolla, ormai comunemente noto come inverno delle cripto, viene poi ulteriormente complicato dalle difficoltà del sistema bancario. Infatti, il crash di Silicon Valley Bank e di Signature Bank ha coinvolto ancora una volta questo controverso settore. 

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Boris Secciani

Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.