Gam Investments, mercati, come in un romanzo di Calvino

Carlo Benetti, market specialist di Gam Investments

Intervista a Carlo Benetti, market specialist di Gam Investments.

Quale è la vostra view sulle prospettive dell’economia mondiale? È stato raggiunto il picco della ripresa?

«Attualmente i mercati potrebbero essere descritti ricorrendo al romanzo di Italo Calvino “Se una notte di inverno un viaggiatore”. Infatti, la narrativa attualmente sembra composta da una moltitudine di storie che iniziano, ma sembrano non svilupparsi completamente per lasciare spazio ad altre storie, ad altri inizi. Mi spiego meglio: intorno a novembre del 2020 c’è stato il primo cambio di paradigma con l’elezione di Biden e l’approvazione dei vaccini. È cominciato lì il cosiddetto reflation trade, sull’onda di un progressivo ritorno alla normalità. Il tema si è rafforzato ulteriormente a gennaio con l’installazione alla Casa bianca del nuovo presidente e l’avvio della campagna vaccinale di massa.  A giugno, però, sono emersi nuovi timori sull’inflazione Usa sopra il 5% e la paura che la Federal Reserve e, in seguito, altre banche centrali stiano per avviare un processo di tapering delle eccezionali politiche monetarie adottate negli ultimi anni. Ciò ha portato a un arresto nell’afflusso della liquidità da parte degli investitori sui titoli azionari più ciclici, a un appiattimento della curva dei Treasury americani e a un certo deflusso da molti  mercati emergenti. Nelle ultime settimane, poi, la variante delta ha riportato alla ribalta timori legati alla pandemia, a causa anche di un rallentamento di alcune campagne vaccinali. L’Europa, ad esempio, ha raggiunto gli Stati Uniti in termini di percentuale della popolazione vaccinata. Negli Usa, infatti, persistono differenze territoriali molto vaste nell’incidenza delle vaccinazioni. Siamo dell’avviso che la fine del reflation trade sia “fortemente esagerata”, per dirla con Mark Twain; l’uscita dal Covid e la ripresa economica proseguiranno, ma si tratterà di un processo lento e non lineare. Ciò nonostante, non riteniamo che le lancette dell’economia torneranno al 2020».

Quali sono i sostegni che attualmente vedete alla ripresa economica?

«Oltre a un processo di normalizzazione con ancora diversi margini, sia in Europa, sia in Nord America, non si può dimenticare il ruolo della Cina. Quest’ultima nell’ultimo quinquennio ha fornito circa un terzo della crescita globale complessiva. La Repubblica Popolare è stata la prima economia a uscire dalla pandemia e a tornare a espandersi. Per questa ragione di recente le autorità locali hanno adottato politiche monetarie e fiscali relativamente rigide, allo scopo di contenere il grado di leva del sistema. Il quadro sta però di nuovo cambiando: diverse misure, fra le quali i tagli di 50 punti base al coefficiente di riserva obbligatoria delle banche, dimostrano che il governo vuole comunque preservare la crescita». 

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Boris Secciani
Nato a Bologna nel 1974, a Milano ho completato gli studi in economia politica, con una specializzazione in metodi quantitativi. Ho cominciato la mia carriera come broker di materie prime negli Usa, per poi proseguire come trader sul forex. Tornato in Italia ho partecipato come analista e giornalista a diversi progetti. Sono in FONDI&SICAV dalla sua fondazione, dove opero come Responsabile dell'Ufficio Studi. I miei interessi si incentrano soprattutto sul mondo dei tassi di interesse e del reddito fisso, sulla gestione del rischio di portafoglio e sull'asset allocation.
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