Anjali Bastianpillai, senior client porfolio manager nel team Thematic Equities di Pictet Asset Management

L’Ai ha raggiunto una fase nuova e più dinamica. In quale modo le vostre strategie tematiche possono beneficiare della crescita dell’intelligenza artificiale? 

«Anche se gran parte di questa tecnologia è ancora nuova, è sempre più evidente che l’Ai potrebbe sbloccare la crescita economica e incrementare l’efficienza in un’ampia gamma di settori. Secondo l’International Data Corporation, il mercato globale dell’Ai (comprendente hardware, software e servizi) dovrebbe crescere di quasi il 19% all’anno, raggiungendo 900 miliardi di dollari entro il 2026. Ma questi numeri raccontano solo una parte della storia. Il suo impatto economico potrebbe essere enorme: Goldman Sachs stima che, nel prossimo decennio, l’Ai potrebbe contribuire all’economia globale per circa 7 mila miliardi di dollari, in parte grazie al miglioramento della produttività che l’accompagna. Noi crediamo che il modo migliore per investire nei settori più dinamici del mondo sia iniziare con un universo d’investimento unico, in grado di sfruttare al meglio le forze strutturali che plasmano il nostro mondo: i megatrend. Definiamo così le grandi trasformazioni sociali, economiche, ambientali o tecnologiche, come l’Ai, che avranno un impatto per decenni sull’economia globale».

Oggi tutti parlano dell’Ai, ma il tema non è certo nuovo… 

«Sebbene il mondo dell’intelligenza artificiale sia una vecchia conoscenza, quest’ambito, finora considerato territorio esclusivo delle facoltà di informatica, è diventato un tema popolare. Tuttavia, nonostante il forte rally dei titoli tecnologici, la rivoluzione provocata dall’Ai è ancora a uno stadio iniziale. I modelli fondamentali (le reti neurali dell’Ai addestrate su grandi quantità di dati) vedono crescere le proprie dimensioni, offrendo notevoli guadagni in termini di funzionalità a ogni iterazione. Sarà interessante vedere in quale misura il nuovo modello Gemini di Google, il cui lancio è previsto a breve, migliorerà gli attuali modelli di linguaggio estesi (Llm). L’ondata di interesse verso l’Ai generativa testimonia l’attrattiva fondamentale del settore tecnologico e la sua abilità nel trovare nuove aree di crescita. Per molti versi, l’esplosione di innovazioni ora in atto mostra somiglianze con l’ascesa di internet negli anni ‘90, il cui decollo è stato relativamente lento, perché ci è voluto del tempo per sviluppare la connettività in tutto il mondo: nel 1990 solo lo 0,5% della popolazione mondiale era online. Oggi la maggior parte delle persone possiede uno smartphone e una connessione a Internet. Nel giro di due mesi ChatGpt aveva più utenti di quanti ne avesse internet nel 1996».

Quali sono le aree della tecnologia che beneficeranno dell’Ai?

«I gestori delle strategie Digital, Robotics e Security di Pictet Asset Management prevedono che presto assisteremo all’adozione degli Llm per uso commerciale. È ancora troppo presto per avere una visione chiara delle aziende in grado di trarre i maggiori vantaggi dall’Ai, ma è probabile che quasi tutte le società in cui investono le nostre strategie tematiche nel settore della tecnologia beneficeranno dell’espansione dell’Ai in tre aree chiave: gli enabler, i developer e gli user. Gli abilitatori tecnologici includono i semiconduttori, indispensabili, sia per i software, sia per i veicoli elettrici o i fornitori di cloud computing che offrono l’infrastruttura vitale a questi settori in rapida crescita. Gli sviluppatori, invece, comprendono aziende che utilizzano l’Ai per apportare miglioramenti su larga scala, dall’aumento della produttività attraverso l’automatizzazione di processi manuali all’utilizzo dell’analisi predittiva per creare modelli sulla domanda per i loro prodotti. Infine, c’è l’area degli utenti dove le società  tecnologiche stanno sviluppando prodotti basati sull’Ai, come assistenti virtuali o software aziendali innovativi per settori come la sicurezza, la sanità e la finanza».

Quali sono le potenzialità dell’Ai generativa?

«L’Ai generativa ha il potenziale per cambiare il modo in cui viviamo e lavoriamo e potrebbe presto ridisegnare il panorama per gli investitori in titoli tecnologici. Ciò che rende l’Ai più potente rispetto a ciò che la precedeva è l’utilizzo del machine learning (Ml) per creare contenuti nuovi di zecca praticamente indistinguibili da quelli che possono generare gli esseri umani. Può, ad esempio, inventare personaggi e sviluppare storyline per i giochi online, redigere report finanziari ed elaborare richieste sempre più complesse all’interno del servizio clienti. L’esempio più importante di questa tecnologia è ChatGpt, sviluppata da OpenAi, un’azienda privata che ha Microsoft come azionista principale. Il chatbot Ai è in grado di utilizzare un nuovo processo di deep learning (detto trasformer) per fornire risposte apparentemente umane ai comandi testuali degli utenti. I sistemi di Ai hanno registrato notevoli progressi negli ultimi due decenni, ottenuti grazie a vaste risorse di calcolo, allo sviluppo di microprocessori potenti e ai progressi nelle tecnologie di archiviazione».

Ritiene che siamo in presenza di una bolla sull’Ai generativa?

«Per quanto si tratti di un comparto promettente nel lungo termine, la società di consulenza tecnologica Gartner ha recentemente espresso la sensazione di svariati interlocutori (e investitori) affermando che al momento l’Ai generativa si trova al “picco delle aspettative esagerate”. Siamo del parere che gli investitori diventeranno più selettivi con il passare del tempo. Sarà sempre più importante comprendere la natura dei singoli prodotti e il posizionamento delle diverse aziende. Pensiamo, inoltre, che una questione importante sia il “time to revenue”, vale a dire i tempi di attesa per la monetizzazione di nuove attività. Questo è il tipo di lavoro sul quale ci stiamo concentrando oggi: selezionare le aziende per trovare quelle in cui il rendimento dell’investimento giustifica il clamore suscitato».

Ma la tecnologia è molto più di ChatGpt, non trova?

«Per quanto possa avere entusiasmato gli investitori, l’Ai generativa è solo una delle tante trame che compongono la storia molto più articolata della trasformazione del settore tecnologico. Di certo, l’emergere dell’intelligenza artificiale generativa ha catturato l’immaginario collettivo e ha rivitalizzato l’interesse degli investitori per il settore tecnologico, ma, concentrandosi solo su essa, gli investitori rischiano di perdere di vista molte altre occasioni offerte dall’universo digitale in espansione. L’Ai generativa è solamente un sottoinsieme del deep learning, che a sua volta è un sottoinsieme del machine learning, che a sua volta ancora è solo uno dei molti aspetti alla base della digitalizzazione del nostro mondo. È un paesaggio complesso. Per gli investitori, significa che le opportunità sono molto più ampie e tangibili di quanto possano credere. Se aggiungiamo altri tipi di Ai (come l’elaborazione del linguaggio naturale, il machine learning e l’analisi predittiva), il potenziale di questo settore per rimodellare l’economia globale attraverso un aumento significativo della produttività è enorme».

Potrebbe fornire alcuni esempi?

«L’Ai viene già utilizzata in diversi settori: nelle aziende di comunicazione online per realizzare annunci pubblicitari e suggerimenti mirati, nell’e-commerce per migliorare la customer experience, nella logistica per snellire la gestione della catena di approvvigionamento o nel settore turistico per stabilire i prezzi degli alberghi o programmare eventi in linea con la domanda prevista. Anche se sembra che il mondo abbia vissuto una rapida digitalizzazione, la strada è ancora lunga. Prendiamo, l’e-commerce. Al momento costituisce meno di un quinto dei 26 mila miliardi di dollari del mercato mondiale della vendita al dettaglio. Allo stesso tempo, il cloud computing rappresenta solo il 10% della spesa totale per l’It. E solo il 6% delle transazioni con carta di credito viene saldato tramite pagamenti digitali fin tech (come quelli effettuati con lo smartphone). Si prevede che, nei prossimi cinque anni, il tasso di crescita annua composto di ognuno di questi ambiti sarà a due cifre. In un contesto di bassa crescita, tutto ciò rappresenta un’opportunità d’investimento e di business estremamente interessante. È inoltre probabile che un mondo più digitale, che ricorre all’Ai e all’automazione, sia anche la risposta al problema sempre più urgente del calo della produttività in tutto il mondo. I nostri strategist multi asset prevedono che l’adozione dell’automatizzazione diventerà una delle priorità più impellenti, poiché l’invecchiamento della popolazione e la transizione verso il lavoro flessibile aggraveranno la carenza di manodopera esistente nel pianeta. La ridefinizione delle catene di approvvigionamento e la spinta a riportare la produzione onshore o in aree limitrofe (e più care) rafforzeranno ulteriormente questo trend».

Tuttavia, il rally di alcuni titoli tecnologici non rende le valutazioni così interessanti. Che cosa ne pensa?

«Il rally di quest’anno nei titoli tecnologici è stata una reazione alla sottoperformance che il settore ha registrato nel 2022, prima delle esagerazioni suscitate da ChatGpt. Riteniamo, inoltre, che per gli investitori le revisioni al rialzo degli utili societari nel settore tecnologico contino più dei multipli price-to-earnings. Nel nostro portafoglio Pictet Digital, ad esempio, la performance da inizio anno è stata trainata in primo luogo dalle revisioni al rialzo delle previsioni di crescita degli utili per azione piuttosto che dall’espansione dei multipli. Pensiamo che le aziende continueranno a superare le previsioni di profitti fatte dagli analisti e che questi continueranno a rialzare le loro proiezioni. Ciò dipende da svariati motivi. Le aziende del nostro portafoglio beneficiano di una forte leva operativa, ovvero della possibilità di tradurre in aumenti significativi del reddito operativo ogni aumento dei ricavi. Questa caratteristica si dimostrerà preziosa man mano che la crescita dei ricavi si stabilizzerà per poi riaccelerare. Inoltre, questa leva operativa viene amplificata dalla riduzione delle spese operative da parte delle aziende. Il settore tecnologico ha anche altri vantaggi nel contesto attuale, come una leva finanziaria relativamente bassa. Nel complesso, le aziende del portafoglio di Pictet Digital dispongono di una liquidità netta positiva, elemento particolarmente prezioso in un periodo di tassi d’interesse in rialzo».

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Pinuccia Parini

Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav