a cura di Pinuccia Parini
L’economia di Singapore è in ripresa grazie soprattutto al rafforzamento della domanda esterna. La disinflazione continua, ma la politica monetaria dovrebbe rimanere restrittiva fino a quando le pressioni inflazionistiche non si attenueranno. Il settore finanziario rimane solido grazie alle robuste riserve di capitale e di liquidità. Queste parole sono la sintesi del commento riportato nell’Article IV Mission del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) lo scorso luglio. L’Istituzione prevede, inoltre, il Pil in ripresa al 2,1% nel 2024 dall’1,1% del 2023, in virtù del miglioramento delle condizioni nel settore manifatturiero, sostenuto da un’inversione di tendenza nel ciclo globale dell’elettronica, e da una continua ripresa del turismo. Per il 2025 le stime si attestano al 2,3%. Le attese sono che la crescita, dopo una fase più forte nella prima metà dell’anno, grazie a un consistente risveglio del ciclo tecnologico, si moderi nei secondi sei mesi. Nel 2024, il Fmi si attende anche un recupero della domanda esterna con quella interna anch’essa in rafforzamento. Il contenuto output gap negativo, emerso nel 2023, dovrebbe chiudersi intorno al 2025.
Nel medio termine, è previsto che il Pil converga gradualmente verso +2,5% «trainato dai consumi privati, con l’accumulo di capitale e la relativa crescita della produttività totale dei fattori che compenseranno l’impatto dell’invecchiamento sul livello di occupazione»1. L’inflazione è stimata moderata, anche se con rischi al rialzo. Di fatto, ad agosto l’indice dei prezzi al consumo è salito del 2,2%, mentre quello core del 2,7%. Secondo l’Autorità monetaria di Singapore (Mas), l’andamento dell’inflazione dovrebbe attenuarsi ulteriormente nel resto del 2024, grazie anche al rafforzamento del tasso di cambio. «Sul fronte interno, gli aumenti del costo unitario del lavoro sono rallentati di pari passo con il raffreddamento del mercato occupazionale. Ciò nonostante, è probabile che le imprese continuino a trasferire i precedenti aumenti sui prezzi al consumo»2. Per l’intero anno, la Mas prevede che l’inflazione di fondo si attesti su una media del 2,5-3,5%, mentre quella complessiva oscilli tra il 2,0% e il 3,0%.
UN MIRACOLO ECONOMICO
Sono trascorsi quasi 60 anni dalla sua indipendenza e la città-stato del Sud-est asiatico è tra le prime economie al mondo in termini di Pil pro capite, con circa 88.500 dollari Usa: un dato impressionante se si pensa che è raddoppiato in termini reali negli ultimi 20 anni. Secondo il settimanale “The Economist”, la crescita è stata notevole, tanto che i salari mediani dei lavoratori a tempo pieno sono aumentati del 43%, rispetto all’8% in America. Nel 2023, circa il 70% del valore aggiunto nominale è stato generato dall’industria dei servizi, mentre il 25% proviene da quella produttrice di beni. Sul Pil, i consumi privati sono pesati per il 31,3%, la spesa pubblica per il 10,2%, gli investimenti lordi per il 21% e le esportazioni nette per beni e servizi per il 37,4%. Nella città-stato ci sono circa 311 mila imprese, di cui il 99% è di piccole e medie dimensioni e il 21% è detenuto, con una quota di maggioranza, da azionisti esteri. Il contributo delle Pmi al valore aggiunto nominale, pari a 615 miliardi di dollari di Singapore, è del 44% e solo il 29% è riconducibile ad aziende controllate da azionisti locali. Nel 2022, i primi tre partner per il commercio di servizi sono stati, nell’ordine, Stati Uniti, Unione Europea e Cina. Per quanto riguarda le merci, invece, nel 2023 le nazioni principali sono state, rispettivamente, Cina, Stati Uniti e Malesia. In base a quanto riportato dall’Economic development board di Singapore (Edb), grazie alla stabilità politica, ai bassi tassi di corruzione e alla trasparenza delle sue istituzioni pubbliche, il Paese è considerato un partner affidabile per le imprese, tra i meno rischiosi al mondo in cui investire. Secondo i dati della Banca Mondiale, la città-stato è il terzo Paese al mondo destinatario di investimenti diretti.
UN HUB PER L’ ELETTRONICA…
Forse l’aspetto non è così noto, ma è molto probabile che in un qualsiasi gadget elettronico di oggi ci sia una componente progettata o realizzata a Singapore. O, perlomeno, è quanto sostiene l’agenzia governativa Edb. L’elettronica è la base del settore manifatturiero della nazione e contribuisce per l’8% al suo Pil. «Su 17,2 miliardi di dollari di investimenti in attività fisse nel 2020, l’elettronica ha rappresentato quasi il 38% del totale. L’occupazione nel settore è di 70.500 unità, pari al 20% dei posti di lavoro totali nel comparto manifatturiero. Inoltre, la fabbricazione di prodotti elettronici finiti crea molte ricadute su altri segmenti dell’economia, come i produttori di componenti di precisione, i fornitori di prodotti chimici e materiali, le aziende di sistemi di produzione elettronica e i fornitori di servizi logistici».3 L’obiettivo è quindi diventare un punto di riferimento per qualsiasi gigante della tecnologia voglia espandersi in Asia, in particolare nel Sud-Est asiatico.
Una finanza rampante
Singapore è anche un hub finanziario, in concorrenza con Hong Kong. Il settore rappresenta il 13,5% del Pil del Paese. Alla fine del 2023, c’erano circa 3,4 trilioni di dollari Usa di attività detenute da 132 banche commerciali, con un tasso di crescita annuale composto (Cagr) del 5,5% nel periodo 2018-2023. Nella regione erano presenti anche 217 compagnie assicurative. In base ai recenti dati forniti dalla Mas,4 il settore dell’asset management ha continuato a crescere e gli attivi in gestione (Aum) hanno raggiunto 5,41 trilioni di dollari al 31 dicembre 2023, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente, in linea con il Cagr del 10% nell’ultimo quinquennio. In particolare, i mercati privati si sono sviluppati in modo significativo. Dal 2018 al 2023, gli Aum di private equity e venture capital sono saliti a un Cagr del 24,6%, superando 650 miliardi di dollari. Oltre la metà di questi asset è stata indirizzata a sostenere la crescita delle imprese nella regione Asia-Pacifico. L’andamento dell’industria del wealth management è stato in linea con quella dell’asset management, mentre le assicurazioni hanno riportato un aumento dei premi netti e delle attività totali rispettivamente del 6,4% e del 6,8%. Ma, a Singapore, sono cresciute anche le partecipazioni governative: Temasek Holdings e Gic Private Limited. Temasek è una società di investimento, controllata dal Ministero delle finanze, gestita secondo principi commerciali per creare e fornire valore sostenibile a lungo termine per i suoi stakeholder, con un portafoglio di 389 miliardi di dollari a marzo 2024. Gic è una delle tre istituzioni di Singapore che gestiscono le riserve del Paese, insieme all’Autorità monetaria di Singapore e a Temasek. Il patrimonio stimato da Global Swf è di 847 miliardi di dollari.
GUARDANDO AL FUTURO
Ma, nonostante il reddito pro capite a Singapore sia tra i più alti al mondo, la disuguaglianza è aumentata del 22,9% tra il 2008 e il 2023. L’Ubs Wealth Report 2024 misura il livello di disuguaglianza patrimoniale nei mercati attraverso il coefficiente Gini, che per Singapore raggiungerà quota 70 nel 2023, rispetto a 57 del 2008. Nel caso della città-stato, la crescita della ricchezza media supera quella mediana, indicando che la maggior parte dell’incremento è andato a beneficio delle fasce di reddito più alte. Nel 2022, il governo ha lanciato l’iniziativa Singapore Forward per decidere le linee guida future dell’istruzione pubblica, della sanità e degli alloggi; delle assicurazioni sociali e dell’assistenza; delle politiche del mercato del lavoro; della gestione della politica fiscale.
Singapore ha bisogno di sforzi concertati per sostenere il benessere della popolazione che invecchia e delle giovani famiglie. L’obiettivo di fondo è che vengano adottate misure che abbiano un impatto sociale in un Paese che soffre per il calo della natalità e per gli abitanti che, visto l’elevato costo della vita, lasciano la città-stato per un’altra destinazione.
CONCLUSIONI
La gestione delle prossime misure è ora nelle mani del nuovo primo ministro, Lawrence Wong, che dopo 20 anni ha preso il posto di Lee Hsien Loong. Entrambi sono membri del Partito d’Azione Popolare, che ha sempre governato la nazione dalla sua indipendenza. Per Wong la vera sfida sarà creare nuove regole che permettano alla nazione di continuare a ricoprire un ruolo da protagonista nella regione e gestire una popolazione di circa 5,5 milioni individui appartenenti a quattro gruppi etnici. Non va inoltre dimenticato che, secondo l’organizzazione internazionale Freedom House, il Paese risulta parzialmente libero. La gestione dei rapporti nella regione, all’interno dei quali storicamente Singapore è riuscita abilmente a muoversi, e le attuali tensioni geopolitiche potrebbero vedere il piccolo stato sempre più impegnato a mantenere una posizione di equilibrio tra le due superpotenze mondiali: Stati Uniti e Cina. Sarà interessante scoprire se la politica di Wong segnerà una discontinuità rispetto al passato.
1.https://www.imf.org/en/News/Articles/2024/07/30/pr-24297-singapore-imf-executive-board-concludes-2024-article-iv-consultation
2.https://www.mas.gov.sg/news/consumer-price-developments/2024/consumer-price-developments-in-august-2024
3.https://www.moe.gov.sg/sgis/sponsoring-organisations/industries/electronics
4.https://www.mas.gov.sg/news/speeches/2024/mas-annual-report-media-conference-2023-2024
leggi il numero 168
Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

