a cura di Pinuccia Parini
È sostanzialmente ottimista l’outlook di Johanna Kyrklund, group chief investment officer and co-head of investment di Schroders, che vede un 2023 pieno di prospettive interessanti, soprattutto per il mercato obbligazionario, che permetterà di trovare diverse occasioni di investimento. Ma possono evidenziare valide opportunità anche i listini azionari, che però mantengono valutazioni ancora elevate in rapporto all’andamento dell’economia.
Stiamo assistendo a un cambiamento dello scenario d’investimento?
«Dopo avere appena vissuto una crisi generazionale unica, vale a dire la pandemia di Covid-19, stiamo assistendo a un ribaltamento dello status quo degli ultimi 30 anni. Dopo decenni di relativa pace e di calo dell’inflazione, ci troviamo ora di fronte a un aumento delle tensioni geopolitiche e a una crescita dei prezzi al consumo. Come investitori, tuttavia, stiamo assistendo a un ritorno a una parvenza di normalità. Non voglio dire che questo ambiente sia facile, ma, per la prima volta, dopo molto tempo, abbiamo tassi di interesse nominali positivi sulla liquidità. Questo cambia notevolmente la dinamica degli investimenti rispetto a un paio di anni fa, quando eravamo costretti per generare rendimento ad acquistare asset sempre più costosi in un mondo di liquidità infinita».
Intravede un mutamento dell’atteggiamento degli investitori?
«Negli ultimi mesi, la mentalità degli investitori è passata dalla negazione all’accettazione delle aspettative di rialzo delle banche centrali. Le attese del mercato sono ora ragionevoli: questo è un grande cambiamento rispetto all’estate scorsa. Le politiche divergenti delle banche centrali, guidate dai diversi livelli di inflazione, dall’esposizione alla crisi energetica e dalla pandemia, creano anche opportunità all’interno delle varie asset class. Nell’ultimo decennio, con il quantitative easing e i tassi praticamente azzerati in tutto il mondo, la politica monetaria è stata poco differenziata. Ciò ha reso difficile assumere posizioni d’investimento che favorissero un paese rispetto a un altro».
Pensa che questa situazione possa cambiare?
«Ora, probabilmente, dovremo ancora affrontare una recessione nel 2023, ma, se guardiamo al modo in cui siamo usciti dalla recessione del 2001, abbiamo visto le economie riprendersi a velocità diverse. Ciò ha reso la situazione interessante dal punto di vista degli investimenti e ritengo che questa sarà una grande opportunità nei prossimi due anni. Vale già la pena notare che l’anno scorso i mercati emergenti sono stati molto più rapidi nell’affrontare l’inflazione, quindi si stanno avvicinando alla fine del loro ciclo di inasprimento. Hanno già sofferto molto per il rialzo preventivo dei tassi e ora vediamo un certo valore nei loro asset».
Quindi, nel 2023, occhi ancora puntati sull’inflazione?
«L’inflazione è la chiave della performance del mercato nel 2023: se scendesse, potremmo iniziare a vedere un ambiente più favorevole per i mercati, ma se persistesse, ci troveremmo di fronte a un problema. I tassi potrebbero salire ulteriormente e i mercati dovrebbero riconsiderare nuovamente le valutazioni. Tuttavia, rispetto alla volatilità del 2022, prevediamo che nel 2023 i tassi d’interesse, e quindi il mercato del reddito fisso, saranno più stabili, consentendo agli investitori di approfittare dei rendimenti offerti. In effetti, l’attrattiva delle obbligazioni è passata dai vantaggi offerti in termini di diversificazione ai vantaggi offerti in termini di rendimenti».
Quali sono le vostre considerazioni sul mercato azionario?
«Per quanto riguarda le azioni, non riteniamo che le valutazioni siano così attraenti come quelle delle obbligazioni e abbiamo bisogno che le aspettative sugli utili si riducano ulteriormente a causa dei rischi di recessione. Quali potrebbero essere i fattori scatenanti di una ripresa più forte delle azioni? Qualsiasi segnale di indebolimento del mercato del lavoro negli Stati Uniti permetterebbe alla Fed di rinunciare al rialzo dei tassi, il che consentirebbe ai rendimenti obbligazionari di adeguarsi al ribasso e alle azioni di rivalutarsi. Inoltre, potenzialmente ci sono più opportunità all’interno dei titoli azionari. Dopo anni di inarrestabile sovraperformance degli Stati Uniti, trainata dalla forza del settore tecnologico, i mercati al di fuori degli Usa appaiono ora molto convenienti. Tuttavia, come abbiamo già accennato, in questo nuovo contesto gli investitori dovranno essere più attenti e selettivi, sia sui paesi, sia sulle società. Ci sarà una maggiore divergenza tra i vincitori e i vinti nel reddito fisso e nei mercati azionari. Dobbiamo anche ricordare che, storicamente, alcune delle migliori opportunità per l’azionario si verificano nel bel mezzo delle recessioni. I mercati si muovono sempre in anticipo rispetto alle notizie economiche. Nel 2023 gli investitori dovranno quindi concentrarsi sulle valutazioni e non sui titoli dei giornali».
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Pinuccia Parini
Dopo una lunga carriera in ambito finanziario sul lato, sia del sell side, sia del buy side, sono approdata a Fondi&Sicav

