L’economia italiana ha registrato un forte rimbalzo, con il Pil in crescita del 6,3% nel 2021. La campagna di vaccinazione ha consentito una rapida riapertura dei settore servizi e la produzione industriale ha tenuto bene rispetto ai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento globale.
L’attuale consensus di mercato stima per il 2022 una crescita del pil italiano pari a + 4.4%, grazie all’attuazione del Recovery Fund, che stimolerà gli investimenti pubblici e favorirà quelli privati.
Sebbene le previsioni macroeconomiche ci segnalino un ‘rallentamento’ della ripresa nel 2022, la view sul mercato azionario italiano (crescita attesa tra il 5 e il 10%) ed europeo rimane positiva, secondo gli asset manager intervistati da Fondi&Sicav.
L’Italia rimane uno dei mercati finanziari più interessanti in termini di valutazioni e offre un quadro fondamentale appetibile. Il listino italiano potrebbe essere avvantaggiato dalla prevalenza di settori più ciclici e value quali il finanziario, l’industriale e i consumi.
Il consiglio degli esperti è quello di puntare sulle azioni che cresceranno sicuramente, come quelle legate al PNNR. Il Piano italiano è focalizzato su investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, cybersecurity, turismo, transizione ecologica e sanità, che registreranno buone performance in un’ottica di medio-lungo termine.
Tra i segmenti di mercato, viene visto ancora positivamente lo sviluppo per le piccole e medie imprese, in particolare per la loro capacità tempestiva di adeguamento ai mutamenti di contesto.
Maggiore volatilità, almeno per una buona parte del primo semestre, evoluzione della pandemia e l’atteggiamento delle banche centrali guidate dalle aspettative inflattive sono tutte variabili da monitorare nel prossimo periodo.
L’inflazione italiana è sicuramente destinata a rimanere relativamente elevata per buona parte del 2022, ma il ciclo borsistico positivo al quale andremo incontro potrà compensare eventuali difficoltà provenienti dall’aumento dei prezzi.
L’equity offre una discreta copertura contro l’inflazione fino a che la crescita dei prezzi raggiunge il punto in cui le banche centrali sono spinte ad agire con una politica monetaria più aggressiva.
Ma la Banca Centrale Europea ha dichiarato di non avere intenzione di alzare i tassi di interesse nel 2022. Questo significa che il rischio di inflazione duratura in Europa rimane basso e, di conseguenza, i possibili effetti sulle attività quotate italiane appaiono limitati.
Di seguito i contributi:
Riv Capital: “View positiva su Italia e azionario europeo”
Italia, l’appetibilità dei fondamentali resta inalterata
L’equity italiano continuerà a regalare soddisfazioni
Infrastrutture e digitalizzazione vincenti nel medio-lungo termine
Piazza Affari: “Bene settore farmaceutico, trasporti e telefonia”
Stefania Basso
Laureata all'Università Statale di Milano, dal 2006 collaboro con Fondi&Sicav. Lunga esperienza nel settore del risparmio gestito come marketing manager presso Franklin Templeton Investments e J.P. Morgan Fleming Am a Milano e a Lussemburgo. Breve esperienza presso Lob Media Relations come ufficio stampa per alcune realtà finanziarie estere. In tutto il mio percorso professionale ho lavorato a stretto contatto con persone provenienti da diverse parti del mondo, che mi hanno permesso di avere un approccio dinamico e stimolante e di apprendere attraverso il confronto con realtà differenti.

