Negli Stati Uniti, il sensibile aumento dell’inflazione ha portato la Federal Reserve americana a intraprendere un percorso di normalizzazione della propria politica monetaria.
L’aumento dei tassi di interesse della Fed ha messo sotto pressione le quotazioni azionarie poiché provoca una riduzione del valore attuale dei flussi di cassa futuri. E gli effetti negativi si sono fatti sentire soprattutto sull’intero comparto della tecnologia.
I titoli tecnologici sono difatti considerati growth e hanno una lunga duration associata ai loro flussi di cassa. Sono molto più sensibili agli scostamenti dei tassi rispetto ai titoli value, che hanno un cash flow con duration più breve.
Secondo alcuni gestori intervistati da Fondi&Sicav gli attuali prezzi delle azioni tecnologiche stanno scontando ulteriori significativi rialzi dei tassi da parte della Fed e un’elevata probabilità di recessione, per quanto moderata.
Secondo altri, invece, i titoli tecnologici americani sembrano aver scontato per il momento l’effetto negativo della nuova politica monetaria della Fed. Le valutazioni più appetibili, soprattutto nella robotica, nella telemedicina, nelle tecnologie per la decarbonizzazione e, in misura ancora maggiore, nel fintech e la capacità di crescere anche in fasi di forte rallentamento economico, lasciano spazio a un possibile rimbalzo da questi livelli di over venduto.
In generale, tuttavia, è difficile per i gestori definire con certezza se i titoli growth hanno già pienamente scontato la nuova stretta della Banca centrale americana. Questo dipenderà dall’andamento dell’inflazione dei prossimi mesi. Se l’inflazione mostrerà segni di stabilizzazione, i titoli tecnologici potranno tornare a sovraperformare il mercato. In caso contrario, potrebbe verificarsi un downside nel breve per una politica più restrittiva della Fed rispetto alle attese del mercato.
Molte società tecnologiche hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare i livelli di indebitamento. Tali livelli sono sostenibili nel medio termine o rappresentano un fattore di rischio importante per l’asset class?
I gestori non credono che l’aumento dell’indebitamento nel corso degli anni sia un rischio primario per il settore. Queste società hanno una leva più bassa di altri settori, liquidità sufficiente e investimenti a breve termine nel loro bilancio per coprire il debito residuo.
E’ importante selezionare società prudenti che gestiscono in modo appropriato il free cash flow. Meglio preferire le aziende che fanno utili. Le società con margini di profitto molto ridotto invece potrebbero essere a rischio.
La parola d’ordine è prudenza nel breve termine. Non è il momento di abbassare la guardia perché le tendenze macroeconomiche sono instabili e permane un buon livello di volatilità. Ma il megatrend dei tecnologici resta inamovibile. I titoli tecnologici potranno essere tra i primi ciclici a risalire, una volta scontata la recessione. E il settore della tecnologia sarà tra gli assoluti protagonisti del prossimo decennio.
Leggi tutti i contributi
Occasioni interessanti nel biotech
Tecnologia: il settore resta caro con rischi di hard landing
Tecnologia: con il sell-off alcune aziende eccellenti trattano a forte sconto
Il Nasdaq non è caro
Tecnologia USA: Meglio concentrarsi su prospettiva di medio lungo termine
Un buon entry level per il tech Usa
I tecnologici Usa entrano nella fase della maturazione del business
Tech USA: meglio un atteggiamento di prudenza nel breve termine
Redazione
La redazione di Fondi & Sicav è un team di esperti e appassionati di finanza, specializzati nell’analisi e nell’approfondimento di fondi comuni, SICAV e strumenti di investimento. Con un approccio chiaro e aggiornato, forniscono contenuti di qualità per guidare i lettori nelle scelte finanziarie più consapevoli.

