L’ultimo meeting Fed ha confermato un orientamento di politica monetaria sempre più restrittivo con un primo ritocco dei tassi a marzo in risposta alle crescenti pressioni inflazionistiche. Lo scenario che i mercati stanno prendendo sempre più in considerazione è quello di un rialzo dei tassi da quattro a cinque volte in totale quest’anno, anche perché i dati del mercato del lavoro rimangono forti e gli alti livelli di inflazione non accennano a diminuire.
Abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio fino a dove potrebbe spingersi il rendimento del treasury decennale nel corso dell’anno e quale forma potrebbe assumere la curva dei tassi USA.
E’ opinione comune che, in uno scenario di aumenti più persistenti dei beni e servizi negli Stati Uniti, il rendimento del decennale statunitense potrebbe spingersi durante l’anno fino in area 2%/2.5% dall’1,9% attuale.
Per quanto riguarda la curva dei rendimenti, i gestori intervistati prevedono una forma sempre più piatta (flattening) a causa dell’inasprimento monetario in un contesto di rallentamento della crescita economica, che porterà i rendimenti sulle scadenze brevi a salire di più di quelli sulle scadenze lunghe. Questa tendenza potrebbe proseguire fino a giugno/luglio ovvero sino a quando la Fed non inizierà a ridurre il bilancio (Quantitative Tightening) e di conseguenza gli acquisti sulla parte lunga della curva, che quindi riprenderà pendenza.
Alla luce dell’attuale contesto quali sono dunque le tipologie di titoli di Stato da detenere in portafoglio?
La maggior parte delle case di gestione adotta un posizionamento prudente sul comparto governativo americano. Per alcune può avere senso inserire in portafoglio titoli di Stato a scadenza più breve o intermedia, poiché hanno una minore sensibilità al rialzo generalizzato dei tassi di interesse ed hanno già prezzato una buona percentuale del processo di normalizzazione che abbiamo davanti.
Ma la tendenza generale è quella di sottopeso sul comparto proprio in virtù della virata hawkish della banca centrale. I governativi tradizionali sembrano presentare più rischio che rendimento, in questa fase, e hanno perso gran parte della propria funzione di hedge.
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Redazione
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