I dati recenti confermano la corsa al rialzo dell’inflazione Usa. Dove potrebbero spingersi i rendimenti del Treasury decennale nei prossimi mesi? Lo abbiamo chiesto alle principali società di gestione del risparmio intervenute all’inchiesta di Fondi&Sicav.it.
E’ opinione condivisa che i dati storici sull’inflazione aggregata siano in linea con la visione della Fed di un effetto solo temporaneo, determinato da fattori tecnici sul lato sia dell’offerta sia della domanda, destinati a essere riassorbiti nel corso dei prossimi mesi.
Secondo le attese nel breve non ci saranno dunque sensibili variazioni rispetto all‘atteggiamento “dovish” e accomodante adottato dalla Banca Centrale americana.
Nel secondo semestre del 2021 sono previste nuove fasi di volatilità che dovrebbero portare i rendimenti del Treasury decennale vicino al 2% secondo alcuni gestori e fino al 2,20% secondo altri.
In ottica di investimento sembra ancora presto per costruire posizioni significative sulla parte più lunga della curva. A un investitore europeo che volesse aumentare l’esposizione verso il debito sovrano Usa, viene raccomandata una duration non superiore ai tre-cinque anni.
In questo scenario, difatti, la maggior parte dei gestori ritiene opportuno preferire le scadenze medio brevi poiché possono beneficiare della cautela con cui la FED approccerà la normalizzazione.
Per quanto riguarda il rischio di cambio, i gestori consigliano di mantenere un’esposizione al rischio di cambio aperto vista la recente debolezza del dollaro contro l’euro.
Un’altra opzione di investimento è quella di investire nella parte molto lunga della curva statunitense. I Treasury a lunghissima scadenza, quelli a venti anni, appaiono piuttosto interessanti. I rendimenti del 2,25% sono significativamente al di sopra dei rendimenti a dieci anni, ma solo dieci punti base al di sotto dei livelli a trenta anni.
Con l‘esposizione a duration lunghe, l’opzione di acquistare bond USA e coprire il rischio di cambio può risultare attraente.
Per un investitore non sono sufficientemente premianti i titoli legati all’inflazione. Questo perché le valutazioni incorporate nei prezzi rischiano di rimanere deluse nel caso in cui i dati sull’inflazione tornassero al livello registrato prima dello scoppio della pandemia. Un acquisto di TIPS sarebbe coerente solo con un aumento importante delle aspettative inflazionistiche di lungo termine.
Si preferiscono quindi i titoli di Stato nominali dato il prezzo di mercato dei titoli statunitensi indicizzati all’inflazione.
Vediamo in dettaglio i singoli contributi:
Treasury sopra il 2% e Bund di nuovo a rendimento positivo Zest
Ethenea: “I treasury a 20 anni sono interessanti”
Prudenza con i government bond Usa Algebris Investments
Treasury Usa: meglio preferire le scadenze medio-brevi Anima Sgr
Biden invertirà la rotta seguita da tassi e inflazione Usa negli ultimi decenni Carmignac
La Fed manterrà i tassi di interesse ancorati AllianceBernstein
Il tasso di inflazione raggiungerà il picco in estate Lemanik
Esposizione ai Treasury USA: meglio le posizioni corte BlueBay Asset Management
UBS AM: “Siamo posizionati per aumento futuro inflazione”
Rischio Usd con i Treasury interessante solo nel lungo periodo AcomeA SGR
Columbia Threadneedle: “Meglio il credito rispetto alle obbligazioni sovrane”
Tassi Usa, nessuno scossone nel medio termine Janus Henderson Investors
Jupiter AM: “Bene le obbligazioni legate all’inflazione”
Il debito Usa resta appetibile Aegon Am
Usa, rimbalzo inflazione vicino al picco Franklin Templeton
Le quotazioni dei Tips sono troppo tirate Fondaco SGR
Small cap Us, in attesa di un nuovo paradigma Schroders
Bluestar: “Meglio non investire nel debito americano”
Sarà il mercato del lavoro a guidare le mosse della Fed Allianz Global Investors
Acquisto di bond USA e copertura rischio di cambio possono risultare attraenti Invesco
Investire nel Treasury trentennale? Perchè no La Française AM
Tassi variabili, l’interesse potrebbe tornare Symphonia SGR
Decennale Usa in aumento fino al 2,20% WisdomTree
Decennale Usa: per ora meglio rimanere corti in duration P&G SGR
Rendimento Treasury decennale al 2% nel secondo semestre Mirabaud AM
Swisscanto: “Puntiamo ancora sulle obbligazioni nominali”
Redazione
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